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Controllo GBT e ordine di cattura in Turchia

Se teme che in Turchia esista una segnalazione a Suo nome, o se lo ha appena scoperto in aeroporto, la prima cosa da capire è quale atto stia dietro quella segnalazione. Un'annotazione nei registri non è una condanna e non significa che Lei abbia commesso qualcosa: può derivare da un fascicolo mai chiuso, da un atto mai ricevuto o da un'omonimia. Va però chiarita, perché continuerà a emergere a ogni controllo.

Questa pagina fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza legale. Ogni situazione dipende dagli atti concreti e dal fascicolo che ha generato la segnalazione. Per la Sua posizione si rivolga a un avvocato.

Che cos'è in concreto il controllo GBT

Al controllo passaporti gli agenti eseguono una verifica nei sistemi informativi delle forze di polizia, comunemente chiamata GBT (la consultazione dei registri di polizia sulle informazioni riguardanti una persona). La verifica non riguarda soltanto i procedimenti penali: può far emergere provvedimenti dell'autorità giudiziaria, convocazioni rimaste ineseguite, misure che limitano gli spostamenti oppure annotazioni di natura amministrativa. Il fatto che qualcosa compaia sullo schermo non dice, da solo, di che cosa si tratti. Per questo la stessa situazione può risolversi in pochi minuti oppure trasformarsi in un fermo: dipende dall'atto sottostante, non dal controllo in sé.

Un'annotazione e un ordine di cattura non sono la stessa cosa

Vale la pena distinguere due situazioni molto diverse. Un yakalama kararı è un ordine dell'autorità giudiziaria di condurre o arrestare una persona: se esiste, il controllo di frontiera porta di norma a un fermo e al passaggio davanti a un savcı (il pubblico ministero) o a un giudice. Una semplice annotazione di ricerca o di verifica, invece, può significare soltanto che un ufficio deve rintracciare la persona, ad esempio per notificarle un atto o per sentirla. La differenza è sostanziale: cambia ciò che accade in aeroporto, cambia l'urgenza e cambia il modo in cui il problema si affronta. Solo l'esame degli atti consente di stabilire in quale dei due casi Lei si trovi.

Perché queste situazioni emergono proprio alla frontiera

Molte persone scoprono l'esistenza di un fascicolo a proprio carico quando arrivano in Turchia o quando stanno per ripartire, perché il controllo di frontiera è il momento in cui l'identità viene sistematicamente confrontata con i registri. Chi vive all'estero può non aver mai ricevuto una convocazione: le notifiche sono state tentate a un vecchio indirizzo in Turchia, presso un parente o presso un domicilio dichiarato anni prima, e nel frattempo il procedimento è andato avanti. Non è raro apprendere solo allo sportello di polizia l'esistenza di una soruşturma (l'indagine preliminare condotta dal pubblico ministero) avviata tempo addietro. Le cause più frequenti sono queste:

Una segnalazione non è una condanna

Questo punto merita di essere ripetuto, perché è la fonte principale di angoscia. Che il Suo nome compaia in un registro significa che esiste un atto o un fascicolo che La riguarda, oppure che riguarda una persona con dati simili ai Suoi. Non significa che Lei sia stato giudicato, né che sia considerato colpevole: nel diritto turco, come nei sistemi europei, chi è sottoposto a indagine è uno şüpheli (indagato) e resta presunto innocente fino a una decisione definitiva. Molti fascicoli si chiudono senza alcun processo. Il problema, quindi, non è la paura: è sapere che cosa contengano davvero gli atti.

Che cosa si può fare

Il percorso, in termini generali, è questo:

  1. Accertare che cosa sia effettivamente la segnalazione: quale ufficio l'ha generata, quale fascicolo la sostiene, quale ne sia l'oggetto.
  2. Verificare la natura dell'atto: provvedimento dell'autorità giudiziaria, esigenza di notifica, misura relativa agli spostamenti, questione amministrativa.
  3. Intervenire sul fascicolo sottostante, perché il vero problema è quello: la segnalazione ne è soltanto il riflesso.
  4. Se ne ricorrono i presupposti, chiedere all'autorità competente la revoca o l'aggiornamento del provvedimento, ad esempio quando la persona si mette a disposizione, quando l'atto è stato eseguito o quando l'identità è errata.

Quando occorre presentare un'istanza, la legge fissa dei termini e questi termini possono essere brevi: chieda a un avvocato che cosa si applichi alla Sua situazione.

Che cosa conviene fare e che cosa evitare

Conviene far verificare la propria posizione prima di viaggiare, conservare i documenti di identità e le prove della residenza all'estero, presentarsi con un avvocato quando si sceglie di farlo spontaneamente e chiedere sempre un interprete. È bene invece evitare di ignorare il problema sperando che si estingua da sé, perché di norma resta e si ripresenta al controllo successivo; di affidarsi a informazioni raccolte in modo informale da conoscenti; di rendere una ifade (la dichiarazione resa davanti alla polizia o al pubblico ministero) senza l'assistenza di un difensore, il müdafi; e di firmare verbali che non si comprendono. Nessuna decisione andrebbe presa su supposizioni formulate a distanza.

Se viene fermato al controllo

Mantenga la calma e non discuta con gli agenti. Chieda quale ufficio abbia emesso il provvedimento. Chieda un avvocato e un interprete e ripeta la richiesta se non viene accolta. Non firmi documenti che non ha compreso e non renda dichiarazioni sui fatti prima di aver parlato con un difensore. Ha diritto di informare il Suo consolato e di far avvisare un familiare. Se il fermo prosegue, verrà condotto davanti all'autorità giudiziaria: è lì che la Sua posizione viene esaminata.

Come possiamo aiutarla

Siamo avvocati indipendenti iscritti all'Ordine degli avvocati di Istanbul (İstanbul Barosu) e assistiamo stranieri, cittadini con doppia cittadinanza e le loro famiglie, con reperibilità 24/7 all'aeroporto di Istanbul (IST) e a Sabiha Gökçen (SAW). Ci occupiamo di accertare che cosa risulti effettivamente a carico di una persona, di esaminare il fascicolo che ha generato la segnalazione, di assistere chi viene fermato al controllo e di seguire il procedimento sottostante. Non promettiamo risultati: ogni caso dipende dai propri atti. Se desidera viaggiare conoscendo la Sua posizione, o se è già stato fermato, ci contatti.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se c'è una segnalazione a mio nome in Turchia?

Non è una verifica che possa fare da solo dall'estero in modo affidabile. Un avvocato incaricato può accertare presso gli uffici competenti se esista un fascicolo o un provvedimento a Suo carico, di quale natura sia e quale autorità lo abbia emesso. È preferibile chiarirlo prima di partire, anziché scoprirlo al controllo passaporti.

Un'annotazione nei registri significa che sono colpevole?

No. Significa che esiste un atto o un fascicolo che riguarda Lei oppure una persona con dati simili ai Suoi. Molti fascicoli si chiudono senza processo e in alcuni casi si tratta soltanto di uno scambio di identità. Fino a una decisione definitiva la persona resta presunta innocente. Resta però necessario chiarire di che cosa si tratti.

Che differenza c'è tra un ordine di cattura e una semplice ricerca?

Un ordine dell'autorità giudiziaria comporta di norma il fermo della persona al controllo e il passaggio davanti al pubblico ministero o al giudice. Un'annotazione di ricerca può invece indicare soltanto che un ufficio deve rintracciarla, ad esempio per notificarle un atto. Le conseguenze pratiche sono molto diverse e vanno verificate sugli atti.

Una segnalazione può essere eliminata?

Dipende dalla sua natura e dal fascicolo che la sostiene. In alcuni casi il provvedimento viene meno quando la persona si mette a disposizione, quando l'atto è stato eseguito o quando emerge un errore di identità. Occorre presentare un'istanza all'autorità competente. I termini previsti dalla legge possono essere brevi: si informi presso un avvocato.

Posso ignorare la questione se non vivo in Turchia?

Non è consigliabile. La segnalazione di norma non si estingue con il tempo e riemerge al controllo successivo, anche a distanza di anni. Nel frattempo il fascicolo può proseguire senza che Lei possa difendersi. Affrontare la questione con calma, prima di viaggiare, è quasi sempre preferibile a subirla in aeroporto.

Che cosa succede se mi fermano al controllo passaporti?

Le viene comunicato che risulta un provvedimento e la Sua posizione viene verificata dagli agenti. Ne può seguire un fermo e la conduzione davanti all'autorità giudiziaria. Chieda subito un avvocato e un interprete, non firmi documenti che non comprende, non renda dichiarazioni sui fatti prima di aver parlato con un difensore e faccia avvisare la Sua famiglia.

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